Gennaio 2026

Il buio

Sacra follia di Antonio Moresco

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Le drammatiche e fiabesche vicende di Santa Rita da Cascia prima di entrare in monastero in un racconto di voci, luci e ombre dello scrittore Antonio Moresco alla sua prima regia teatrale.

Nuovamente in scena al Teatro delle Moline di Bologna dal 15 al 17 gennaio

Raccolgo in questa pubblicazione due testi teatrali scritti un paio di anni fa, uno di seguito all’altro. Sono entrambi attraversati e tormentati da figure legate al sacro, colte nel punto dove santità e follia diventano compresenti e irrradianti. Il primo (Il buio) è una tragedia siamese ricca di didascalie sceniche dettagliate, frutto del lavoro registico che ho intrapreso in prima persona. Il secondo (Passione e morte di un burattino) è una tragedia travestita da scherzo, più sincopata e scarna, perché non è stato ancora avviato su di essa un lavoro registico in vista di una sua messa in scena.
Più di vent’anni fa avevo scritto un altro testo teatrale incentrato sul tema della sacra follia – intitolato La santa – che, per un qualche allineamento astrale, aveva vinto un importante premio e debuttato al Teatro Argentina di Roma. Perché si vede che questo tema della santità, del sacro e della sua scissione schizofrenica, coinvolgeva e coinvolge profondamente anche me come scrittore e artista, dato che continuo a tornarci sopra.

Prima dei due testi pubblicati qui era molto tempo che non scrivevo per il teatro, per ragioni mie creative ma anche per ribellione, perché nel mondo teatrale italiano aleggiava in quegli anni un sospetto nei confronti degli “scrittori” che osano scrivere per il teatro. Come se il teatro fosse un mondo autoreferenziale e non avesse bisogno di irruzioni aliene. Come se il teatro non avesse bisogno di accoppiamenti inaspettati. Come se il fatto di essere anche autori di libri di invenzione romanzesca e poetica rendesse meno drammaturghi autori come Büchner, von Kleist, Strindberg, Čechov, Majakovskij, Pirandello, Beckett… Ora ho ripreso a farlo, assumendomi per la prima volta la responsabilità di un’incarnazione non solo verbale ma anche registica, mettendo in scena il primo di questi due testi grazie al sostegno produttivo di ERT e alla dedizione di una piccola banda elettiva (Alessandra, Rita, Cristina, Stefano e Guido).
Per significare anche a me stesso che d’ora in poi, dopo avere terminato un vasto e ardito romanzo che mi ha finora tenuto impegnato anima e corpo, negli anni che mi restano vorrei farmi ghermire di nuovo e ancora più profondamente e radicalmente dal teatro, vorrei gettarmi a capofitto nel teatro, vorrei aprire nella mia vita una nuova, ulteriore e impensata stagione teatrale, vorrei spingere il teatro oltre i suoi limiti, mettendo in scena non solo figure umane ma anche preumane e postumane, presenze e forze che non sono state finora elette a protagoniste assolute di rappresentazioni e recite, come ad esempio la luce e il buio, che si sbarazzano dei supporti umani e combattono su un palcoscenico come hanno combattuto nell’universo per milioni e milioni di anni, dopo il Big Bang e prima e dopo l’Era oscura, e dalla cui primordiale battaglia è nata la vita. Proprio adesso che siamo su un crinale estremo delle nostre esistenze personali e di specie ormai a rischio di estinzione, in cui tutto è da ripensare e da reinventare.

Antonio Moresco da Sacra follia, collana Linea diretta da Sergio Lo Gatto e Debora Pietrobono (Luca Sossella editore ed Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale)