Nel tempo dell'irrealtà
Pensare l’odio significa custodire una soglia: impedire che l’altro venga reso irreale prima ancora di essere escluso. Annientato. È su questa soglia, fragile e decisiva, che il linguaggio deve tornare a essere una forma di attenzione: non il rumore che accompagna la violenza, ma la responsabilità in cui la realtà dell’altro viene riconosciuta
Nel primo volume dei Quaderni, Simone Weil scrive: «È bene ciò che dà maggiore realtà agli esseri e alle cose, male ciò che gliela toglie». È una frase che sembra appartenere a un’altra epoca e invece parla con precisione del nostro presente. L’odio comincia così: togliendo realtà. Prima ancora di colpire un corpo, impoverisce uno sguardo. Riduce una persona a categoria, bersaglio. Lo vede come una minaccia, un ostacolo. Sottrae complessità al diverso, al divergente, allo straniero, al migrante. Gli impedisce di apparire nella pienezza della sua esistenza. L’odio, pertanto, non è soltanto un sentimento privato o una degenerazione del discorso pubblico: è una forma di irrealtà prodotta socialmente, amplificata dai media e utilizzata politicamente. Simone Weil scriveva che «l’attenzione è la forma più rara e più pura della generosità» e aggiungeva che a pochissimi spiriti è dato scoprire che le cose e gli esseri esistono. In questa scoperta si trova forse il fondamento più esigente di ogni morale: riconoscere la realtà dell’altro, non ridurla a funzione del nostro pregiudizio.
Da qui nasce questa rubrica quindicinale di Orlando Paris – professore di Filosofia e teoria dei linguaggi all’Università per Stranieri di Siena e autore di Pensare l’odio. L’umano di fronte all’estremo – non per aggiungere un commento impotente all’indignazione, ma per interrogare le forme contemporanee attraverso cui l’odio torna a organizzare il dicibile, il pensabile. Razzismo, xenofobia, violenza politica, partecipazione ormai conclamata di capi di Stato alla grammatica dell’annientamento: sono tutti luoghi nefasti in cui si decide quanta realtà siamo ancora disposti a riconoscere agli esseri umani.
Migranti, sangue e cittadinanza: il ritorno della nazione identitaria
“Gli alieni camminano tra noi”. “Vivono nei nostri quartieri”, “frequentano le scuole dei nostri figli”, “fanno acquisti nei nostri stessi negozi”. Sono queste le prime frasi che accolgono il visitatore di Aliens.gov, il recente sito lanciato dalla Casa Bianca. L’estetica del sito attinge all’universo della cospirazione e dell’invasione aliena: documenti
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Nel tempo dell’irrealtà Nel primo volume dei Quaderni, Simone Weil scrive: «È bene ciò che dà maggiore realtà agli esseri e alle cose, male ciò che gliela toglie». È una frase che sembra appartenere a un’altra epoca e invece parla con precisione del nostro presente. L’odio comincia così: togliendo realtà.
Pensare l’odio
Il libro di Orlando Paris in uscita a marzo 2026 Il libro di Orlando Paris, che uscirà marzo del 2026, indaga il ruolo centrale dell’odio nei processi sociali. Lo considera come una forza che attraversa in profondità i dispositivi politici e istituzionali della modernità. È nel presente che questa centralità